Settimana 10-16 novembre 2019

 


Può accadere che alla fine di un anno sorgano in noi domande circa la nostra fine. Scompariremo, saremo ridotti allo stato di ombre erranti, come credevano gli antichi? La risposta la troviamo in Dio, il Dio della vita. - Oggi si celebra la 69ma Giornata nazionale del Ringraziamento

GUARDARE ALLA RISURREZIONE!

Due giorni dopo i bombardamenti avvenuti a Roma il 16 febbraio 1944, Giorgio La Pira scrisse: «Niente paura, non c’è che da fare una sola cosa: trascendere, con più intenso desiderio e con più viva orazione, l’ordine del tempo, per fissarsi, e quasi inserirsi, in quello dell’eterno. Guardare il Paradiso. (…) Sì, proprio così: per vincere nel tempo c’è bisogno di una forza dell’eterno; perché per ordinare il mondo dell’uomo, c’è solo la forza che dona il mondo di Dio» (Radicati nella Trinità). Guardare al Paradiso, anzi, guardare alla Risurrezione: è questo l’invito del Signore in questa domenica. Perché? Per poter affrontare le sfide del nostro tempo. Infatti, cosa ci custodirà fedeli all’amore di Dio, come i sette fratelli al tempo dei Maccabei? Una fede chiara nella Risurrezione della carne! Una fede gioiosa in quest’orizzonte di luce: là dove «non si prenderà né moglie né marito», perché, nel nostro corpo, allora glorificato, vivremo un amore aperto alle dimensioni del cuore di Dio: saremo un cielo gli uni per gli altri! Oggi, facciamo nostro il grido di gioia di Paolo: «Il Signore ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza».

XXXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

11 L S. Martino di Tours, vescovo. Memoria (bianco). Guidami, Signore, per una via d’eternità. Lo scandalo è ciò che fa incespicare: chi dà scandalo fa lo sgambetto ai fratelli nel loro cammino di fede. I discepoli di Gesù Cristo devono essere dei testimoni credibili. Sap 1,1-7; Sal 138,1-10; Lc 17,1-6.

12 M S. Giosafat, vescovo e martire. Memoria (rosso). Benedirò il Signore in ogni tempo. Gesù ci chiede di essere suoi servitori sempre, in ogni momento: non possiamo essere servi a tempo limitato, come se avessimo una zona franca che non appartiene a Cristo. Sap 2,23 - 3,9; Sal 33,2-3.16-19; Lc 17,7-10.

13 M S. Nicola I, papa. Memoria (bianco). Àlzati, o Dio, a giudicare la terra. Corriamo il rischio di essere simili a quei lebbrosi che obbediscono a Gesù, ma non sanno ringraziare; sono osservanti, ma non condividono con Lui la gioia della salvezza. Sap 6,1-11; Sal 81,3-4.6-7; Lc 17,11-19.

14 G La tua parola, Signore, è stabile per sempre. L’attesa del giorno del Signore deve essere la caratteristica del cristiano, senza avere la pretesa di possederlo, ma accettando umilmente di essere vigili con amore. Sap 7,22 - 8,1; Sal 118,89-91.130.135.175; Lc 17,20-25.

15 V I cieli narrano la gloria di Dio. La rapidità della fine, descritta da Gesù, indica che nessuno è padrone della sua vita; possiamo fare mille progetti, ma non possediamo il nostro tempo: appartiene a Dio. Sap 13,1-9; Sal 18,2-5; Lc 17,26-37.

16 S Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto. Dobbiamo avere la stessa tenacia della vedova che insiste con il giudice: deve risvegliarsi in noi la fiducia di chi sa che la sua unica speranza di salvezza è nel Signore. Sap 18,14-16;19,6-9; Sal 104,2-3.33.37.42-43; Lc 18,1-8.

Attachments:
Download this file (Programma pastorale 2020.pdf)Programma pastorale 2020.pdf867 kB