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Pier Francesco Mola

Pittore e incisore. Coldrerio (Canton Ticino) 1612 – Roma 1666


Esponente della pittura barocca.
Giovanissimo giunge a Roma dove è allievo del Cavalier d’Arpino. Recatosi poi a Bologna è attratto dalla scuola bolognese, specialmente da Guido Reni e da Francesco Albani. Da questo contatto gli deriva il gusto del paesaggio, che nei suoi quadri spesso predomina sul soggetto. Da Bologna si porta a Venezia dove sembra abbia copiato assiduamente il Veronese e dove apprese l’importanza del colore. Rientrato a Roma ricevette numerosi incarichi di prestigio e la sua fortuna nell’ambiente romano è confermata dall’elezione a principe dell’Accademia di S. Luca nel 1662.

In S. Marco, S. Michele che confonde Lucifero, olio su tela, cappella di S. Michele dallo storiografo Titi (1753) riportata come tra le sue opere migliori e commissionatagli dall’ambasciatore Sagredo nel 1653, opera che manifesta una derivazione dal S. Michele di G. Reni;
L’Immacolata Concezione, olio su tela e S. Luca e S. Giovanni, affreschi, cappella dell’Immacolata.

Altre principali opere in Roma: S. Pietro nel carcere Mamertino battezza i Ss. Processo e Martoriano e la Conversione di S. Paolo affreschi, Chiesa del Gesù; Predica di S. Barnaba (1652c.) chiesa di S. Carlo al Corso (interessante è il paesaggio, vicino alla pittura di Salvator Rosa); Giuseppe riconosciuto dai fratelli, affresco (1657), Galleria di Alessandro VII nel Palazzo del Quirinale; Visione di S. Brunone, tela (1663), Galleria Doria Pamphili (interessante per il paesaggio).