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Carlo Maratta

Pittore. Camerano (Ancona)1625 – Roma 1713

Dopo il Caravaggio, Annibale Caracci e Pietro da Cortona è il quarto caposcuola del Seicento romano. Egli riprende la tradizione della scuola raffaellesca, opponendosi alla grande pittura decorativa illusionistica.

Allievo a Roma di A. Sacchi, che lo indirizzò allo studio della pittura cinquecentesca e di quella bolognese del Seicento, ebbe come protettore G.B. Bellori, teorico d’arte e amico di N. Poussin che gli procurò le prime commesse (affreschi di S. Isidoro a Roma, 1653).
Il successo di S. Agostino in S. Maria dei Sette Dolori, Roma, del 1655, gli meritò il favore di Alessandro VII che gli commissionò dipinti a Roma e a Siena.
La sua produzione comprende grandi tele religiose, penetranti ritratti vasti cicli di affreschi celebrativi. La scuola del Maratta è interessante per la storia del gusto: tutta la pittura del tardo Seicento romano è marattesca e prepara il trapasso al Settecento. La pittura decorativa cederà il posto a una pittura aderente alla teoria del classicismo e in certo qual modo si può affermane che l’artista predispone l’avvento del neo-classicismo con la sua ribellione alle intemperanze del disegnare e dipingere “fantasticamente”, tipiche del Seicento. Non è da dimenticare il fatto che l’attività del Maratta si svolge parallelamente all’Arcadia, l’Accademia letteraria fondata a Roma nel 1690 con un deciso programma di reazione al Secentismo.

In S. Marco, gli fu dato l’incarico di affrescare la prima cappella a sinistra. Gli affreschi, purtroppo in pessimo stato, rappresentano al centro, la Madonna col Bambino; a sinistra la Prudenza (in una mano tiene lo specchio, nell’altra il serpente); a destra l’Innocenza (con una colomba tra le mani); nelle lunette di sinistra e di destra Angioletti recanti un cartiglio, con allusione al detto scritturale “prudente come serpente, semplice come colomba”.
Inoltre è da ammirare l’Adorazione dei Magi, tela dipinta su commissione di Ottavio Specchi, che è tra le sue opere migliori, molto vicina al Lanfranco per l’intenso cromatismo e la grandezza monumentale.
In Sagrestia è il ritratto di Nicolò Sagredo (attribuito).

Tra le altre sue principali opere in Roma: Il Trionfo della Clemenza ( grande affresco allusivo a Clemente X, secondo un programma ideato dal Bellori), (1660) Palazzo Altieri; Ritratto di Clemente IX (1669), Pinacoteca Vaticana; Morte di S. Francesco Saverio (1574-79), Chiesa del Gesù; Madonna in Gloria con S. Pietro (1675), per commissione di Clemente X, Chiesa di S. Maria sopra Minerva; La Madonna, S. Carlo e S. Ignazio (1685), Chiesa di S. Maria in Vallicella; Madonna in Gloria (1686), Santa Maria del Popolo.